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Kasia Smutniak nei panni di Mavi, una donna selvaggia che segue i suoi istinti

Pubblicato il 9 marzo 2008 da Gabry

Kasia Smutniak vede crescere la propria carriera d’attirce. La vediamo protagonista, insieme a Marco Foschi, nell’ultimo film di Peter Del Monte, ‘Nelle tue mani’, che sarà presentato in anteprima al festival di Torino e distribuito in 30 sale dal 14 marzo.

kasia-smutniak-marco-foschi Kasia Smutniak nei panni di Mavi, una donna selvaggia che segue i suoi istinti

E ora, alla fine del suo ultimo lavoro, Kasia confessa “Gli attori non sono gente normale, sono schizofrenici: si guardano nel profondo fino a farsi male. Ora sento di dovermi prendere una pausa e di capire dove sono nella vita”.

locandina-nelle-tue-mani Kasia Smutniak nei panni di Mavi, una donna selvaggia che segue i suoi istinti

Del Monte spiega a proposito del suo ultimo che si tratta di una “Tormentatissima storia d’amore tra due non ventenni, cosa abbastanza rara nel panorama cinematografico italiano. ‘Nelle tue mani’ nasce dalla mia predilezione per personaggi femminili instabili: rifletto sul rapporto tra l’ordine e il caos, con un astrofisico abituato a esplorare l’ignoto cosmico (Foschi) e una donna, Mavi (Smutniak), che irrompe nella sua vita con la violenza di un meteorite”.

Kasia parla del personaggio che interpreta in questo film: “Nella scena in cui mi spoglio, Mavi raggiunge l’apice dell’autolesionismo, della sofferenza, ma credo che spogliarsi dei propri sentimenti sia più difficile che farlo dei propri vestiti”.

“Mavi è un personaggio complesso, difficile: a legarmi l’età della sua bambina, la stessa della mia Sophie. Ma, a differenza mia, Mavi vive il presente, è un animale selvaggio, segue il proprio istinto. Come le volpi abbandona la figlia, ma è difficile spiegare perchè: conosco tante persone così, non è pazzia, ma uno stato esistenziale”.

Del Monte aggiunge: “Mi infastidisce come il cinema italiano racconta il femminile: nella migliore delle ipotesi, in modo idealizzato, e adolescenziale. Le donne vanno guardate per quello che sono: un misto di luce e tenebra. La stessa maternità non è solo un approdo rassicurante, ma zona d’ombra latente, che se non controllata può deflagrare. È il momento di chiamare le cose col proprio nome: non basta dire di una donna ‘è una pazza’”.

Cesare Petrillo di Teodora spiega “‘Nelle tue mani’ non è un film alla moda, per questo non è stato giudicato d’interesse culturale nazionale: è completamente autoprodotto, senza contributi pubblici”.

Il produttore, Roberto Levi si dice riconoscente agli attori che hanno rinunciato a gran parte del compenso e a Peter che ha girato gratis.

Del Monte sottolinea: “Non abbiamo chiesto finanziamenti nè allo Stato nè alla Rai, però va preso atto che, sia pure in misura finanziaria minore, i produttori si sono esposti in prima persona, mettendo il denaro di tasca propria: vorrei che questa generosità fosse premiata”.

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