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Il mondo del precariato attraverso gli occhi di Virzì

Pubblicato il 26 marzo 2008 da Raffa

Esce nelle sale a partire da venerdì l’ultimo film del regista Paolo Virzì, “Tutta la vita davanti”.
L’ultimo film del regista dipinge la società del precariato a cui tutti i giovani sono immancabilmente catapultati ai nostri giorni.

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La protagonista del film è l’ attrice esordiente Isabella Ragonese, giovane laureata in filosofia che nonostante il traguardo appena raggiunto si trova a fare i conti con una società difficile e piena di contraddizioni.

La giovane è costretta a lavorare in un call center che vende robot e mettere da parte i suoi sogni.

Il film non è solo una fresca pennellata sul mondo del precariato ma qualcosa di più: presenta tutto il disagio dei giovani mettendo in luce la follia e la superficiliatà del mondo in cui vive.

Ogni personaggio è lo stereotipo della nostra società: dalla capo telefonista, interpretata dalla Ferilli, che incita le proprie lavoratrici a lavorare al grido di “siete persone speciali e fate un lavoro speciale”, al supercapo dell’azienda, Massimo Ghini, patetico e grottesco.

Riguarda al film il regista dice:

“Non volevo fare un film lagnoso, pieno di autocommiserazione, ma casomai di riscossa. Ma piu’ che il lavoro, il tema di questo film e’ la vita. Certo mi interessava anche far vedere all’esterno quello che e’ davvero il precariato: un vero scempio. E l’ho fatto con la storia di questa ragazza colta, vissuta fino allora nelle biblioteche, che fa un viaggio all’interno della sottoccupazione dell’Italia di oggi. Un mondo fatto di reality e sciocchezze che lei non aveva mai notato prima perch‚ troppo occupata a studiare. Ma il film e’ soprattutto una storia corale che racconta l’ansia verso il futuro che accomuna vittime e carnefici”.

L’esordiente protagonista, che interpreta il ruolo di Marta, dice riguarda al suo personaggio:

“Marta incassa colpo su colpo e sembra che stia perdendo la partita ma poi è lei a vincere quella finale. Uscendo dall’università ha allenato il cervello più che il cuore, le esperienze e gli incontri fuori e dentro il call center porteranno allo scoperto la sua emotività”.

Tutti al cinema!

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