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Gianna Nannini confessa che il suo più grande amore è stato il padre

Pubblicato il 1 aprile 2008 da Gabry

La cantante Gianna Nannini parla a ‘Vanity Fair’ del rapporto con il padre, morto un anno fa, e del grande amore che l’ha legata a lui; “Mio padre è stato il grande amore della mia vita. L’ho capito fino in fondo solo dopo la sua morte. Ripensando ai suoi difetti li rivedo uguali, mentre i suoi punti di forza, oggi, mi appaiono ingigantiti”.

gianna-nannini Gianna Nannini confessa che il suo più grande amore è stato il padre

Del rapporto con il padre, Danilo Nannini, imprenditore dolciario, re del panforte, Gianna aveva parlato nell’autobiografia ‘Io’, pubblicata da Rizzoli nel 2006.

Ora a distanza di un anno dalla sua morte dichiara: “Non avrei mai immaginato che potesse mancarmi così tanto”.

Gianna racconta la sua giovinezza e il ruolo di ragazza per bene, figlia di papà che ha sempre rifiutato; “Non riuscivo a identificarmi nella ragazza per bene e facevo la ragazza per male a tutti i costi. Facevamo litigate terribili. Era il classico padre-padrone, un dittatore da contestare”.

E aggiunge: “Se non ci fosse stato lui a dirmi di non fare la cantante, forse non avrei mai trovato la forza di diventarlo”.

La consapevolezza dell’immenso amore verso il padre arriva dopo la morte “La morte di un padre vuol dire comunque perdere il bambino che è in te. Parliamo di quando bambina, o comunque ragazza, lo ero davvero”.

“Quando l’ho visto anziano e malato - ha detto - ho capito quanto ero stata importante per lui. Mi stra-adorava, diceva che ero un genio. E anch’io lo trovavo speciale: mio padre è stato il grande amore della mia vita”.

E infine dichiara di desiderare un figlio “Ho iniziato le pratiche per un affidamento. Non cerco un bambino piccolo. Se è già ‘avviato’ è persino meglio: dai cinque anni in su andrebbe benissimo. Per trasmettere qualcosa di buono a qualcun altro, in modo non molto diverso da come si può fare con un amico. Non ho una visione tradizionale della famiglia, dei ruoli, così come non credo che un figlio appartenga ai genitori. Io, per esempio, non mi sono mai sentita figlia dei miei. Eppure, oggi, la mancanza di mio padre mi fa piangere”.

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